In cenere, ma non cremato
La nuova musica di Alessandro Meacci ispirata alle giornate finali di Giuseppe Garibaldi.
“In cenere, ma non cremato”
La nuova musica di Alessandro Meacci ispirata alle giornate finali di Giuseppe Garibaldi. Con Verdi e Rachmaninow. Arsenii Moon al pianoforte.
18.11 ore 20.00
«In cenere, ma non cremato, capitemi bene. In quei forni che chiamano crematori non ci voglio finire». Sono le ultime disposizioni di Giuseppe Garibaldi, prima della morte. Il generale si spegne il 2 giugno 1882 sull’isola di Caprera, dove da anni si era ritirato a fare il contadino. Desiderava che il suo corpo fosse bruciato su legno di acacia, ma quel volere non gli sarà concesso.
A quelle giornate finali guarda il compositore Alessandro Meacci nella nuova opera commissionata dall’Orchestra Haydn, un lavoro che ripercorre gli ultimi istanti di vita dell’uomo che contribuì a smantellare il Regno delle Due Sicilie e che ancora oggi è celebrato in Europa e in America Latina per la sua lotta alla libertà.
La nuova musica è in dialogo con il grande repertorio: “Les vêpres siciliennes” di Giuseppe Verdi, andata in scena nel 1855 all’Opéra di Parigi e legata a doppio filo al clima risorgimentale. L’opera ricostruisce lo scoppio della rivolta dei Siciliani contro la dominazione angioina, nel 1282. Per rispettare il gusto francese, Verdi inserisce un balletto autonomo, Les quatre saisons, ambientato durante un ballo in maschera nel palazzo del governatore di Palermo.
Cinque anni dopo il debutto dell’opera, nel 1860, Garibaldi sbarca a Marsala con i suoi volontari: la Sicilia viene sottratta ai Borbone e, in breve, anche Napoli cade.
Tra Meacci e Verdi la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov, basata sui 24 Capricci per violino solo. È l’ultimo lavoro del compositore con pianoforte solista, una vertigine di virtuosismo, colori e invenzione sonora.
Martedì 18.11.2025 ore 20.00
Stagione sinfonica orchestra Haydn
Musiche di Alessandro Meacci, Giuseppe Verdi e Sergej Rachmaninow.
Mauro Franceschi