Il Satyricon di Bruno Maderna
“...riflessioni sull’assurdità dell’esistenza e su un mondo che si sta disgregando”.
Satyricon è un'opera lirica di Bruno Maderna, una delle ultime composizioni musicali. Venne rappresentata per la prima volta nell'ambito dell'Holland Festival il 16 marzo 1973. Di li a pochi mesi il compositore e direttore d’orchestra nato a Venezia, muore a Darmstadt.
Il libretto di Ian Strasfogel è tratto dall'omonimo romanzo di Petronio. Quest'opera è formata da sedici "numeri" intercambiabili. Il variopinto collage di moduli di testo e musica traduce un libretto in cinque lingue in suoni atonali, aleatori e neoclassici, registrazioni su nastro e citazioni di Bizet, Gluck, Mozart, Offenbach, Strauss, Stravinskij, Verdi, Wagner e Weill. “La morale è: denaro, denaro, denaro. Giove è denaro in banca”, dice lo scalpellino Abinna, e il dispotico padrone di casa fa lo spaccone: “Quattordici milioni, venti milioni, cento milioni e più!... Ancor di più!... Colossale”.
Nel nuovo allestimento della Fondazione Haydn la regia è a firma di Manu Lalli, che così presenta l’opera del Maestro del Novecento:
“Quest’opera mi ha affascinata fin dal principio: mi è stato subito chiaro che il filo conduttore fosse lo sfaldarsi di un impero. L’immagine di una società sul punto di perdere i propri valori, spinta dalla cupidigia, senza vergogna e priva di rispetto per gli altri, emerge già nel testo di riferimento, si riflette nel tempo di Maderna ed è tristemente attuale anche oggi. Il denaro domina la morale, il potere del denaro influenza il corso della storia, la ripetizione della storia stessa e la trama dell’opera. Sia la musica che il testo in “Satyricon” raccontano questo: ognuno canta per sé…perchè le persone non comunicano più tra loro. Si parla tanto, ma non si dice nulla. La capacità di ascoltare e relazionarsi è sparita. Questo sentimento è ciò che cerco di portare in scena, perché riflette molto il nostro tempo. La figura centrale, Trimalcione, è per me il simbolo della decadenza sociale: un uomo che si immerge nel lusso e nella fama, e che persino di fronte alla morte non teme la perdita dei suoi amici o dei legami umani, ma esclusivamente quella delle sue ricchezze. Anche questo è incredibilmente attuale e mi ricorda molte persone, in fondo tutti noi.
Credo che siamo nuovamente a un punto di svolta, in un’epoca di trasformazioni. Questi momenti – per quanto, come scrivono molti grandi autori, possano essere entusiasmanti da vivere se ci si trova dalla parte giusta del globo – gettano ombre lunghe. L’assurdità e la sfrenatezza dilagano. I valori e i confini morali cadono, le persone sono disorientate e infrangono ogni tabù. Naturalmente, non si può mettere in scena l’intera storia dell’umanità; per questa produzione ho quindi scelto tre momenti di svolta. I costumi e gli oggetti di scena richiamano la fine dell’Impero Romano, la caduta della monarchia francese e il nostro presente. Queste tre epoche rappresentano per me i pensieri che l’autore Petronio, il compositore Bruno Maderna e ora noi cerchiamo di esprimere: riflessioni sull’assurdità dell’esistenza e su un mondo che si sta disgregando. “
OPERA Haydn
13 e 14 febbraio, ore 20.00 – con Introduzione alle ore 19.00
Orchestra Haydn
Tonino Battista, direzione musicale
Manu Lalli, regia, drammaturgia e costumi
Daniele Leone, scenografie
Gianni Mirenda, lighting design
Voci: Costanza Savarese, Eleonora Bordonaro, Patrizia Polia, Marcello Nardis, Joel O’Cangha, Renzo Ran, David Ravignani, Gloria Tronel.
Mauro Franceschi