Inclusione scolastica: più studenti e più risorse nella scuola italiana in Alto Adige
15% di alunni ed alunne con BES, oltre 50 posti in più per sostegno e integrazione rispetto al 2020/21. Galateo conclude: «L’inclusione non è uno slogan, ma una responsabilità educativa e sociale».
La scuola italiana in Alto Adige rafforza il proprio impegno per una scuola sempre più inclusiva, capace di accogliere e valorizzare ogni studente. Negli ultimi due anni scolastici si è registrato infatti un «importante potenziamento delle risorse professionali dedicate all’inclusione: un segnale concreto di attenzione e investimento verso una scuola equa, attenta e accessibile» spiega il vicepresidente e assessore all’istruzione Marco Galateo.
Facendo un confronto tra l’anno scolastico 2020/21 e il 2025/26, i posti per docenti di sostegno nelle scuole statali italiane sono aumentati da 169,96 a 199,95 (+30 posti), mentre nelle scuole della Formazione Professionale i posti di insegnamento individualizzato sono passati da 34 a 43,4 (+9,4).
In crescita anche i collaboratori all’integrazione: da 150,5 (nel 2020/21) a 157,5 posti a tempo pieno, cui si aggiungono 42 ulteriori posti finanziati direttamente dalla Direzione Istruzione e Formazione italiana. Complessivamente, si tratta di oltre 50 posti immessi in servizio nell’arco degli anni presi in esame.
«Negli ultimi anni abbiamo lavorato con determinazione per garantire a tutti pari opportunità educative. Il significativo incremento di docenti specializzati e collaboratori all’integrazione testimonia un impegno concreto per una scuola più giusta e più forte» – afferma Galateo. «La popolazione scolastica con bisogni educativi speciali (BES) è anch’essa in aumento» Spiega il sovrintendente Gullotta. «Si passa dai 2.823 studenti con BES nel 2020/21 ai 3.416 previsti per il 2025/26. Oggi, oltre il 15% degli alunni iscritti nelle scuole italiane della provincia riceve un supporto personalizzato, in un contesto che si distingue a livello nazionale per tasso di inclusione, qualità degli interventi e specializzazione delle figure professionali».
Nel dettaglio, il 3,8% degli studenti è certificato ai sensi della Legge 104/1992, un ulteriore 3,7% ha diritto alle misure della stessa legge in ambito scolastico sulla base di referti clinici. A questi si aggiunge l’8,2% degli iscritti riconosciuti con Disturbi Specifici di Apprendimento ai sensi della Legge 170/2010 (1.165) o con altri disturbi secondo la Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 (627). È rilevante sottolineare che gli iscritti con DSA complessivamente sono 1.521: un dato che comprende ragazze e ragazzi soltanto con DSA e altri con DSA in combinazione con altri disturbi clinici, che rientrano nelle tutele della Legge 104/1992 in ambito scolastico.
Rispetto a quanto accade sul piano nazionale, dove la presenza dei BES oscilla fra il 10 e il 12% circa (non sono a disposizione dati complessivi aggiornati), la scuola italiana in Alto Adige svolge un ruolo pioneristico. «La nostra scuola accoglie un 15% di alunni ed alunne con BES, puntando a garantire personalizzazione didattica e sviluppo professionale del personale» prosegue Gullotta e Galateo conclude: «L’inclusione non è uno slogan, ma una responsabilità educativa e sociale. La crescita dell’organico dedicato è la risposta concreta a una visione di scuola che mette al centro ogni persona».
LB